Atlante storico-documentario · Cartografia dell'Ottocento

Calatabiano nel catasto borbonico: la mappa n. 113

Una carta intitolata Territorio di Caltabiano restituisce un'immagine ottocentesca del territorio comunale. È la mappa numero 113 della raccolta catastale borbonica nota come Mortillaro, documentata dal repertorio del Centro regionale per l'inventario, la catalogazione e la documentazione (CRICD).

Una carta del territorio, non soltanto dell'abitato

Il repertorio registra la mappa sotto la denominazione storica «Caltabiano», corrispondente all'attuale Calatabiano, nella provincia di Catania. La classifica tra le carte territoriali. Questo dettaglio ne chiarisce il valore: il documento riguarda il territorio nel suo insieme, non esclusivamente la pianta delle vie del centro storico.

Il repertorio attribuisce la carta all'architetto Vincenzo Musumeci e ne descrive la composizione figurativa: un leone accovacciato sopra il titolo, motivi allegorici e una scala grafica associata alla firma dell'autore. La riproduzione è pubblicata nello stesso repertorio come figura 22, con la didascalia «Territorio di Caltabiano. Mappa 113».

Che cosa racconta il confronto con il 2008

Accanto alla testimonianza ottocentesca è possibile consultare la Carta Tecnica Regionale della Sicilia, sezione 613150 «Calatabiano», in scala 1:10.000, edizione 2008. Quest'ultima descrive il rilievo, la viabilità e gli insediamenti con criteri topografici moderni.

Le due rappresentazioni permettono di osservare il territorio in epoche e linguaggi cartografici differenti. Non autorizzano, da sole, a identificare come immutati i confini, le singole strade o gli edifici: una corrispondenza puntuale richiederebbe l'esame dei dettagli originali e un confronto geografico controllato.

Come leggere le due carte

La carta storica e la CTR moderna rispondono a finalità diverse. La prima appartiene a una raccolta catastale dell'Ottocento e documenta un modo storico di rappresentare il territorio; la seconda è una carta tecnica topografica, destinata a descrivere elementi geografici e infrastrutturali secondo convenzioni moderne. Per questo non è corretto trattare la CTR come se fosse un aggiornamento delle particelle catastali della mappa borbonica.

Un confronto ragionato parte dall'identificazione delle due fonti, dalle rispettive scale e dalla lettura delle legende. Solo successivamente è possibile discutere singoli elementi territoriali, tenendo conto delle trasformazioni avvenute e della diversa precisione delle rappresentazioni.

Tre passaggi della storia cartografica

  1. Ottocento borbonico. La mappa n. 113 documenta il territorio con la denominazione «Caltabiano». Il repertorio che la descrive riguarda una raccolta di carte realizzate nel periodo borbonico; l'intervallo cronologico della raccolta non equivale alla data esatta di questa singola tavola.
  2. Novecento catastale. Le serie dei catasti del distretto di Giarre, conservate nell'ambito archivistico catanese, comprendono anche documentazione riferita a Calatabiano. Sono testimonianze distinte dalla carta Mortillaro e non ne costituiscono una semplice ristampa.
  3. 2008. La sezione 613150 della Carta Tecnica Regionale offre un riferimento topografico recente per riconoscere il territorio, non per dimostrare la permanenza di particelle o confini ottocenteschi.

Parole utili per orientarsi

Catasto
Insieme di rilevazioni e registrazioni relative ai beni immobili e al territorio, organizzate per finalità amministrative e fiscali.
Carta topografica
Rappresentazione del terreno e dei suoi elementi fisici e antropici secondo una scala e convenzioni grafiche.
Scala 1:10.000
Rapporto per cui un centimetro sulla carta corrisponde, sul terreno, a cento metri, salvo le approssimazioni proprie della rappresentazione.
Georeferenziazione
Procedimento che collega punti di una carta storica a coordinate geografiche controllate. Non coincide con un semplice accostamento visivo di due immagini.

Altri percorsi nell'Atlante

La cartografia può essere letta accanto alle testimonianze documentarie sul sistema delle acque e dei mulini, sul castello e il territorio feudale e sulle opere pubbliche dell'Ottocento. I collegamenti suggeriscono temi di confronto, non identificazioni automatiche tra luoghi citati in epoche differenti.

Scheda della fonte

Titolo
Territorio di Caltabiano
Raccolta
Catasto borbonico Mortillaro
Identificativo
Mappa n. 113
Attribuzione
Vincenzo Musumeci, secondo il repertorio CRICD
Data
Ottocento; data puntuale della tavola non stabilita dal riscontro qui citato
Testimonianza edita
CRICD, Repertorio cartografico, elenco delle carte della provincia di Catania e figura 22
Confronto moderno
Regione Siciliana, CTR sezione 613150, edizione 2008, scala 1:10.000

Il territorio ottocentesco: una ricostruzione per fonti

La mappa n. 113 del fondo Mortillaro di Villarena, intitolata Territorio di Caltabiano, appartiene alla produzione cartografica del 1837–1853. La scheda CRICD 00386456 attribuisce il disegno a Vincenzo Musumeci sulla base della firma, ne indica il formato di 502 × 702 mm e la scala espressa in 500 canne siciliane. Il foglio è realizzato a penna e acquerello. Questa identificazione non implica che ogni strada, contrada o corso d'acqua sia già stato letto con certezza sulla riproduzione.

Un territorio fra rilievi, pianura e limite fluviale

La configurazione geografica del comprensorio comprende rilievi interni, pianura agricola, sbocco sul mare e il sistema dell'Alcantara. Per i confini storici è significativa una fonte coeva del comune confinante: la carta storica di Fiumefreddo di Sicilia descrive Calatabiano come limite settentrionale del proprio territorio, con Mascali a sud, Piedimonte a ovest e il mare a est. Si tratta di un riscontro sulla posizione relativa dei comuni, non di una lettura diretta del tracciato dei loro confini nella mappa 113.

Strade, abitati, toponimi e acqua

Un confronto accademico specifico è offerto dalla ricerca di Marco Miano conservata dall'Università di Messina, che include espressamente la carta di Calatabiano (n. 113) fra le mappe del territorio catanese considerate. La ricerca descrive, per l'insieme delle mappe studiate, la possibilità di individuare reti viarie, villaggi, ex feudi e impianti produttivi. Riporta esempi di mulini e colture in altri comuni della valle dell'Alcantara: tali esempi non sono automaticamente attestazioni riferite alla carta di Calatabiano. La mappa n. 113 va letta e confrontata a partire dalla riproduzione stessa, senza trasferire sul suo territorio gli elementi documentati nei fogli di comuni diversi.

Le mappe del Catasto Borbonico sono adatte a indagare collegamenti, corsi d'acqua, contrade, proprietà e impianti produttivi. Tuttavia non si possono attribuire alla mappa 113 singole denominazioni stradali, ponti, mulini o insediamenti senza identificarli visivamente sul foglio originale. La viabilità rappresentata va inoltre distinta da quella della Carta Tecnica Regionale del 2008: continuità e modifiche richiedono un confronto cartografico georeferenziato, non il solo accostamento dei nomi moderni.

Confronto con Taormina

La scheda CRICD della mappa 286 di Taormina consente un confronto istituzionalmente documentato con la mappa 113. La continuità della viabilità è discussa da Marco Miano, ma il raffronto diretto delle immagini resta da completare.

I boschi documentati nel 1832

Un ulteriore documento rende più concreta la ricostruzione del paesaggio: uno studio di Maurizio Vesco sulla cartografia e sulle perizie territoriali siciliane segnala la Relazione sui boschi di Calatabiano e di Piedimonte, redatta nel 1832 dall'ingegnere Mario Musumeci. Lo studio indica che la relazione era corredata di cinque tavole non grafiche e rinvia alla documentazione dell'Intendenza della Provincia di Catania. La relazione è attestata bibliograficamente, ma il suo contenuto puntuale non è qui trascritto dal manoscritto. Mario Musumeci, autore della relazione del 1832, non deve essere confuso con Vincenzo Musumeci, cui è attribuita la mappa 113.

Dalle rappresentazioni territoriali ai registri catastali

Il SIAS dell'Archivio di Stato di Catania registra il Catasto provvisorio terreni dei circondari di Acireale, Caltagirone e Catania, con estremi 1843–1935. I registri di questo fondo descrivono per comune le sezioni, i fondi, le colture, le estensioni, le rendite e le intestazioni dei proprietari. Il SIAS precisa che il sistema catastale in questione non prevedeva mappature: pertanto la carta Mortillaro e i registri sono serie documentarie distinte, da mettere in relazione soltanto attraverso elementi territoriali verificabili.

Quadro delle attestazioni e limiti

TemaRiscontro attualeAncora da accertare
Territorio comunaleMappa 113, 1837–1853, catalogata dal CRICDLettura integrale delle iscrizioni interne e dei confini disegnati
Confini con FiumefreddoDescrizione storica del territorio confinanteConfronto geometrico con la mappa 113
BoschiRelazione di Mario Musumeci del 1832, attestata in studio archivisticoLocalizzazione e consistenza delle superfici dal testo originale
Coltivazioni e proprietàFondo catastale 1843–1935 inventariato nel SIASIndividuazione e lettura dei registri di Calatabiano
Viabilità, contrade, ponti e muliniArgomenti potenzialmente indagabili tramite cartografia storicaIdentificazione dei singoli segni direttamente sulla carta in alta definizione

Avvertenza metodologica: questa è una ricostruzione documentaria preliminare del paesaggio ottocentesco, non una trascrizione completa della mappa 113 né una carta georeferenziata. Nessun toponimo o edificio non letto sul foglio viene presentato come sua attestazione diretta.

Come si colloca nell’Inventario ADC

Questa pagina è una scheda di lettura cartografica dell’Atlante, non una nuova testimonianza numerata dell’Inventario. Le schede dell’Inventario ADC classificano separatamente regesti, edizioni e studi secondo il livello della documentazione esaminata. La mappa Mortillaro n. 113 è qui descritta sulla base del repertorio CRICD: la riproduzione nel catalogo non equivale all’esame diretto dell’originale cartografico.

Consultare le fonti

La riproduzione della mappa è consultabile nel repertorio cartografico ufficiale del CRICD (PDF). Per la cartografia moderna è disponibile la Carta Tecnica Regionale 613150 (PDF).

Le immagini del repertorio sono richiamate mediante collegamento alla fonte istituzionale e non riprodotte in questa pagina.