ADC · Scheda di ricerca storico-documentaria · 11 ottobre 2026

Il terremoto del 1818 a Calatabiano: case, chiese e castello nelle carte dell'Intendenza

Nel febbraio 1818 una serie di scosse colpì la Sicilia orientale. Anche Calatabiano subì danni. A raccontarli non sono soltanto le memorie locali: il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia dell'INGV riporta le notizie tratte da perizie e prospetti conservati all'Archivio di Stato di Catania.

Novanta abitazioni danneggiate

Secondo la sintesi del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI-INGV), i prospetti relativi alle scosse del 20 e 28 febbraio 1818 registrano 90 case danneggiate a Calatabiano. Il dato è qui riportato dal repertorio, in attesa del confronto diretto con la tabella archivistica. La sintesi indicizzata del repertorio CFTI-INGV distingue fabbricati caduti, cadenti e lesionati, riportando rispettivamente le quote di 2/16, 4/16 e 10/16, e segnala 7 case bisognose di puntellatura. Le quote sono riprodotte nella forma del repertorio: non vengono convertite in conteggi assoluti senza un confronto con le tabelle originali. Anche il dato sulle puntellature resta attribuito alla sintesi del catalogo, non a una lettura diretta del prospetto archivistico.

Le chiese e il castello

La chiesa Madre presentava lesioni al campanile, ai muri esterni e alle arcate interne. Nella chiesa del Santissimo Crocifisso fu gravemente danneggiato un muro; qui e nella chiesa del Carmine si riaprirono lesioni precedenti. Sono segnalati danni anche alla chiesa di Gesù e Maria, a San Francesco di Paola, all'ospizio dei Padri Osservanti e alla chiesa di Santa Maria dell'Imperio. Nel castello si danneggiò gravemente un muro e comparvero fessure in varie parti della costruzione.

Queste descrizioni sono importanti anche per la storia architettonica: attestano lo stato di alcuni edifici nel 1818, ma non indicano da sole l'epoca in cui furono costruiti o la consistenza delle parti oggi conservate.

Le testimonianze conservate negli archivi

  1. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4209, categoria XXI: «Quadro de’ danni sofferti nel distretto di Catania pe’ tremuoti de 20 e 28 febbraro 1818» e tabella n. 10, «Quadro dei danni cagionati dai tremuoti de’ 20 e 28 febbraro 1818 nel Comune di Caltabiano».
  2. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 1159, categoria X (Opere pubbliche): «Nota delle case de’ poveri da terremuoti danneggiate in questo Comune di Catalabiano», 16 novembre 1818.
  3. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 1159, categoria X (Opere pubbliche): relazione dell’ingegnere Mario Patané sulle case lesionate nei comuni di Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione, Caltabiano e Fiumefreddo, Acireale, 7 aprile 1818. Il riferimento è censito dal CFTI-INGV; non è stata esaminata la relazione originale.
  4. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4210, categoria XXI: relazione dell'ingegnere Mario Patané, datata Acireale, 30 marzo 1818, sulla quantità di legname necessaria per puntellare le chiese parrocchiali di Mascali, Fiumefreddo, Caltabiano, Piedimonte, Linguaglossa e Castiglione. Il titolo e la segnatura sono riportati nel Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (INGV); il testo della perizia non è stato ancora consultato direttamente.
  5. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4210, categoria XXI: documentazione sulle spese e sui restauri degli edifici danneggiati dal terremoto nei comuni affidati alla Commissione di Catania.

Le grafie «Caltabiano» e «Catalabiano» sono quelle registrate nei titoli storici dei documenti: non indicano comuni diversi.

Da dove provengono i dati. Le segnature e i dati sui danni sono ricavati dal catalogo scientifico INGV, che cita documenti d'archivio. Le buste non sono ancora state consultate direttamente in questa ricerca. Non si presentano quindi fotografie o trascrizioni delle carte come se fossero già state acquisite.

Le riparazioni segnalate nel repertorio per il 1819: sei abitazioni

Una fonte ulteriore consente di distinguere il censimento dei danni dalla successiva esecuzione dei lavori. Il repertorio documentario INGV cita una Relazione sui danni e sui lavori di restauro alle case dei poveri di Calatabiano, datata Acireale, 3 gennaio 1819, conservata nell'Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4211 (1818–1819), categoria XXI. La sintesi del documento indica riparazioni effettuate in sei case e una spesa complessiva riportata come «onze 10.23». Questa grafia viene mantenuta come nella sintesi: la sua esatta scomposizione contabile, i destinatari e le singole lavorazioni dovranno essere verificati sul documento originale. La relazione riguarda abitazioni, non dimostra interventi eseguiti nelle chiese.

Mandati di pagamento e appalti

Oltre alle buste dell'Intendenza, il Sistema informativo degli Archivi di Stato descrive il fondo autonomo «Commessione pe' tremuoti di Catania» (1818–1841), composto da 32 unità e contenente perizie, mandati di pagamento, quadri delle spese e atti di liberazione. Il fondo è una pista per ricostruire l'amministrazione dei lavori, ma la presenza di fascicoli specifici per Calatabiano deve essere verificata nell'inventario di Gaetano Calabrese. La documentazione della commissione di Catania non va automaticamente confusa con quella della commissione di Acireale, competente anche per Calatabiano.

Tre testimonianze sui finanziamenti

Il repertorio storico CFTI dell'INGV identifica tre documenti fondamentali per seguire la catena amministrativa dei soccorsi, senza confondere stanziamenti, proposte e pagamenti effettivi.

  1. Palermo, 26 marzo 1818. Lettera del ministro di Stato marchese Ferreri all'intendente di Catania duca di Sammartino sui provvedimenti per i terremotati. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4211, categoria XXI, c. 57.
  2. Acireale, 1818 (data da accertare). Mandati di pagamento delle somme liberate per la restaurazione dei danni, emessi dalla Commissione per i terremoti di Acireale. Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4211, categoria XXI. Il repertorio non precisa quali mandati riguardino Calatabiano.
  3. Catania, 16 maggio 1818. Rapporto dell'intendente al luogotenente generale sui danni e sui soccorsi accordati e proposti. Archivio di Stato di Palermo, Ministero e Segreteria di Stato per gli affari di Sicilia presso S.M. in Napoli, Ripartimento dell'Interno, b. 38 (1823–1825). La data del rapporto è 1818, mentre l'intervallo riportato è quello della busta.

Le testimonianze citate non documentano ancora un mandato di pagamento destinato a una specifica chiesa di Calatabiano.

Un fascicolo specifico sui puntelli della chiesa di Calatabiano

Il repertorio documentario CFTI dell'INGV registra un «Carteggio sui puntelli necessari alla chiesa di Caltabiano danneggiata dal terremoto del 1818», datato Linguaglossa–Catania, agosto 1818, conservato nell'Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4211, categoria XXI. È una testimonianza riferita direttamente a una chiesa del paese; il repertorio non ne specifica qui la dedicazione né consente di stabilire se i puntelli siano stati effettivamente installati.

I registri contabili

Il medesimo repertorio segnala, nell'Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4210, categoria XXI, il «Conto di introito ed esito sul fondo de' tremuoti del 1818» (14 ottobre 1818–maggio 1821) e i «Raziocini d'introito ed esito delle Commissioni per i terremoti di Catania e Acireale» (29 luglio 1818–maggio 1820). Nella b. 4211 sono censiti il «Piano generale delle erogazioni fatte dalla Commissione pei tremuoti in Acireale» (1818–1821) e i prospetti delle somme erogate per restaurare chiese e case private della provincia. Il confronto fra questi registri e il carteggio sui puntelli potrebbe permettere di distinguere stanziamenti, pagamenti e destinatari; non sono ancora noti gli importi attribuibili a Calatabiano.

Un caso di omonimia nelle fonti

Nel catalogo INGV compaiono documenti del 1818 relativi al sacerdote Giuseppe Caltabiano, cappellano a Mascali, e a lavori nella chiesa di Sant'Alfio. In questi casi «Caltabiano» è il cognome della persona, non un riferimento al comune di Calatabiano: tali atti non devono essere attribuiti ai cantieri del paese. Si tratta, per esempio, di una supplica del 10 dicembre 1818 e di obbligazioni e liberazioni per materiali e maestranze nella b. 1159, categoria X. Questi atti riguardano Mascali e non documentano lavori nelle chiese di Calatabiano. Fonte: CFTI-INGV, repertorio delle fonti.

La commissione competente per Calatabiano

Uno studio archivistico pubblicato sulla rivista Archivi precisa che la commissione istituita ad Acireale aveva competenza anche su Caltabiano, Castiglione, Fiumefreddo, Linguaglossa e Mascali. La presiedeva il barone Martino Scuderi; sono nominati inoltre Diego Finocchiaro, Pietro Paolo Leonardi, Venerando Pennisi, Francesco Petralia e Martino Russo. La fonte rinvia al Giornale degli atti della Intendenza, 1818, I, p. 4. Gaetano Calabrese, «Il terremoto del 1818 a Catania e nei comuni etnei in un piccolo fondo dell’Archivio di Stato di Catania», Archivi, a. VIII, n. 2 (luglio–dicembre 2013), pp. 123–140, DOI: 10.4469/A8-2.04 (estratto digitalizzato dall’Archivio di Stato di Catania).

La conseguenza documentaria è sostanziale: i mandati, i raziocini e i piani di erogazione della Commissione di Acireale sono la prima serie da controllare per i lavori a Calatabiano. Il fondo autonomo della Commissione di Catania può offrire confronti sulle procedure, ma non va assunto come archivio dei pagamenti locali. Non risultano ancora letti gli originali dei mandati riferiti a una singola chiesa di Calatabiano.

Il finanziamento regio del settembre 1818

Secondo la ricostruzione documentaria del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (INGV), il Sovrano Rescritto del 5 settembre 1818 autorizzò l'intendente della Valle di Catania a prelevare 14.125 onze per riparare o ricostruire chiese, edifici di beneficenza e abitazioni di indigenti danneggiati dai terremoti del febbraio 1818. Si tratta di una somma complessiva per gli interventi del territorio amministrato, non di uno stanziamento accertato per Calatabiano.

Un documento particolarmente pertinente è il «Conto di cassa, ossia d'Introito, ed Esito del denaro ... accordate dalla munificenza sovrana ...» presentato dalla Commissione per i terremoti di Acireale e dei comuni affidati, Acireale, 1820, Archivio di Stato di Catania, Intendenza borbonica, b. 4211, categoria XXI. Il titolo archivistico indica una rendicontazione delle somme regie, ma senza esame dell'originale non si possono estrarre le quote di Calatabiano, i beneficiari o le causali dei pagamenti.

Aste e responsabilità dei proprietari: nuove carte del 1818–1819

Il repertorio INGV segnala nella b. 1159, categoria X (Opere pubbliche), Intendenza borbonica, Archivio di Stato di Catania, una lettera della Commissione per i terremoti di Acireale all'intendente, datata 29 gennaio 1819, concernente l'asta dei lavori nei comuni di Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione e Caltabiano. Il titolo non identifica gli edifici messi a gara né gli aggiudicatari: sono dati da verificare nell'originale.

Nella stessa busta sono censite una lettera del 12 aprile 1818 dell'amministratore degli stati di Caltabiano, Piedimonte e Fiumefreddo del principe di Palagonia alla commissione di Piedimonte, relativa all'esecuzione dei restauri negli edifici di sua pertinenza, e una lettera del 16 aprile 1818 della Commissione di Acireale all'intendente sul rifiuto del principe di Palagonia di puntellare fabbriche di sua spettanza. Le carte aprono una pista sulle responsabilità economiche dei proprietari, ma non consentono ancora di riferire la controversia a una chiesa precisa di Calatabiano.

Le fonti degli archivi diocesani

La guida pubblicata dall'Associazione Archivistica Ecclesiastica censisce presso l'Archivio diocesano di Messina, nella Sezione Arcivescovile, le serie «Chiese, contabilità» (25 registri e 7 cartelle, dal 1681) e «Parrocchie e Chiese» (54 registri e 160 cartelle, dal 1586). Le serie costituiscono piste di ricerca per bilanci, rendite, spese e lavori ecclesiastici: il loro censimento non dimostra ancora che contengano fascicoli di Calatabiano.

Il SIUSA registra presso l'Archivio diocesano di Acireale la serie «BB. 91–100» (1795–1954), nella cui descrizione compare Calatabiano. Si aggiunge alla serie delle visite pastorali «BB. 1–10» (1872–1948), che menziona anch'essa il paese. La descrizione disponibile non identifica i singoli atti relativi al terremoto del 1818.

Bilancio delle prove sui finanziamenti

Le carte censite distinguono provvedimenti generali, mandati e registri contabili, ma non consentono ancora di quantificare i pagamenti effettivamente destinati a Calatabiano né di attribuirli a singoli edifici religiosi. Le lettere relative ai beni del principe di Palagonia riguardano obblighi e controversie sui restauri, non dimostrano l'avvenuto pagamento dei lavori. Non è stato inoltre individuato un testamento o un legato specificamente destinato al restauro di una chiesa del paese dopo il terremoto. Le serie diocesane e notarili restano piste di ricerca, non prove di erogazioni.

Oltre il documento · Una lettura d'autore

Dopo le scosse, i conti

Novanta case danneggiate: è il dato riferito dal catalogo storico INGV per Calatabiano dopo i terremoti del febbraio 1818. A quella cifra si aggiungono notizie di lesioni alle chiese e al castello. Ma la conta dei danni è soltanto l'inizio della storia amministrativa del disastro.

Le carte censite comprendono perizie, richieste di puntellamento, mandati e rendiconti. Fra esse compare una relazione del gennaio 1819 che, secondo la sintesi del repertorio, riguarda riparazioni effettuate in sei abitazioni. È una notizia diversa dallo stanziamento generale autorizzato nel settembre precedente: documentare una spesa complessiva non significa sapere quanto sia stato pagato per ogni edificio del paese.

Per le chiese la distinzione è ancora più importante. Il carteggio sui puntelli segnala una necessità e un procedimento; non attesta da solo l'avvenuta installazione. La commissione competente per Calatabiano era quella di Acireale: i suoi registri possono chiarire il percorso delle somme, ma non sono stati ancora esaminati direttamente per attribuire pagamenti a singoli luoghi di culto.

La ricostruzione non coincide dunque con un unico provvedimento. È fatta di decisioni, contestazioni, lavori e conti da confrontare. Seguire questo percorso permette di distinguere l'urgenza registrata sulla carta dall'intervento effettivamente realizzato.

Lettura saggistica basata sul catalogo INGV e sui riferimenti archivistici indicati nel dossier; non implica la consultazione diretta delle buste.

Fonti consultabili

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