Calatabiano nei registri Gravina Cruillas e della Fidecommissaria di Palagonia
Un edificio collegato alla storia dei Gravina

Tre tomi sull’assento della baronia e terra di Calatabiano
Nel fondo Gravina Cruillas – Fidecommissaria del principe di Palagonia l’inventario descrive una successione di tre unità riguardanti la baronia e la terra di Calatabiano, insieme ai suoi feudi e ai diritti signorili:
- Voce 33: tomo 1, anni 1423–1518, consistenza inventariata di 647 carte.
- Voce 34: tomo 2, anni 1511–1573, 805 carte.
- Voce 35: tomo 3, anni 1573–1698, 1.107 carte.
Le voci richiamano il mero e misto impero, espressione giuridica relativa ai poteri di giurisdizione signorile. Queste descrizioni non dimostrano che l’amministrazione avesse sempre lo stesso assetto durante i periodi elencati.
Altri gruppi documentari pertinenti
La voce 36 descrive documentazione su Piedimonte e il feudo di Bardella, qualificato nell’inventario come pertinenza della baronia di Calatabiano. Sono inoltre pertinenti le voci 41–42 sull’esercizio della giurisdizione e le voci 68 e 78 su affitti e tenute negli stati di Francofonte, Palagonia e Calatabiano.
Queste segnalazioni servono a localizzare fonti per ricerche successive; non autorizzano ancora l'attribuzione di proprietà, famiglie, confini o specifici negozi giuridici.
Seta, olio e documenti sulla comunità
L'inventario dell'Archivio Gravina Cruillas segnala altri nuclei documentari nei quali compare espressamente Calatabiano. La voce 37 (1660–1705) riguarda la gabella della seta a Francofonte, Calatabiano e altre comunità; la voce 38 (1639–1700) descrive un diritto sull'olio estratto nei territori di Francofonte e Calatabiano.
Per un periodo successivo sono catalogate la voce 362, «Diversi per Calatabiano e Piedimonte» (1734–1800), e la voce 363, «Diversi per Calatabiano» (1672–1812). La voce 368, «Documenti contro i singoli di Calatabiano per quei boschi» (1453–1816), segnala documentazione di carattere controversiale senza consentire di precisarne da sola le circostanze o l'esito.
Bardella, 1687: una notizia da un atto citato in uno studio
Rossella Cancila, in «Merum et mixtum imperium nella Sicilia feudale», Mediterranea. Ricerche storiche, 14 (2008), p. 501 e nota 132, riporta un brano della licentia populandi accordata nel 1687 a Ignazio Sebastiano Gravina, principe di Palagonia, per il feudo di Bardella nel territorio di Calatabiano. Il passo riguarda l’esercizio della giurisdizione civile e criminale e la nomina degli ufficiali.
La nota dell’autrice rinvia all’Archivio Gravina Cruyllas, vol. 126, carte 215–218, 22 settembre 1687. Si tratta della segnatura citata nello studio, non della collazione del registro originale né di una prova che esso coincida con una specifica unità dell’inventario n. 81. Leggi lo studio, p. 501.
Un altro complesso archivistico, da non confondere
Una serie anch’essa denominata Fidecommissaria Principe di Palagonia è descritta dal SIUSA come conservata presso l’archivio storico dell’Ospedale Civico e Benfratelli di Palermo. In questa sede figura la filza 1049 (1798–1823), riguardante annotazioni di vendite e traslazioni di dominio negli stati di Calatabiano, Piedimonte e Fiumefreddo. Non è una delle tre unità Gravina Cruillas dell’Archivio di Stato.
Inventari e testimonianze disponibili
Dai registri alle architetture del territorio
Il fondo archivistico della famiglia non coincide con una singola residenza. Per distinguere il palazzo urbano di Calatabiano dal Castello San Marco e dagli edifici di Francofonte e Bagheria, consulta le schede storico-architettoniche, le immagini e i limiti della prova.